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«Sono nato il 4 marzo 1923 da Attilio e Rosa Lapi a Ronta, località Le Ville vicino a Borgo S. Lorenzo,
nel podere denominato "Capannaccio" condotto a mezzadria e facente parte di una grossa fattoria chiamata "Scaleo"
di proprietà del marchese Giuseppe Martini Bernardi.
In famiglia c'erano nonno Giuseppe e nonna Maddalena, zio Antonio e sua moglie Annunziata con otto figli, mio padre
e mia madre ai quali nacquero in seguito altri due figli che furono chiamati Giulio e Giuseppe come il nonno. C'era
inoltre un altro zio, Luigi, allora scapolo e una ragazza nubile, Luisa, una friulana sfollata a seguito della ritirata
di Caporetto e diventata parte integrante della famiglia.
Con loro ho condiviso l'infanzia, l'età scolare, il lavoro dei campi, gran parte delle vicende politiche e sociali del
periodo fra le due guerre e quelle del secondo conflitto mondiale sino agli anni Cinquanta quando, i miei cugini e la
loro famiglia si spostarono in un poderetto a mezzadria nei pressi di Poggiosecco vicino a Firenze.
Il giorno della mia nascita, di domenica, coincise con le prime elezioni amministrative sotto il regime fascista;
nell'autunno 1922 già il fascismo aveva, prima con le minacce, poi con la forza, costretto le amministrazioni democratiche
a dimettersi dal loro compito. A Borgo era stato rimosso il sindaco socialista Pietro Caiani con tutta la Giunta e il
Consiglio democraticamente eletti.»
(brano tratto dal libro di Muzio Cerasi "Un lungo solco. Dalla fatica dell'aratro all'impegno di Sindaco" ed. Polistampa, Firenze 2001)
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Muzio Cesari, UN LUNGO SOLCO
"Dalla fatica dell'aratro all'impegno di Sindaco"
Ed. Polistampa Firenze, 2001 |
Giuliano Paladini, Paesaggio mugellano, l'aratura
(Immagine riprodotta accanto al prontespizio del libro) |